Monthly Archives: luglio 2015

HO IL DIRITTO DI ESPRIMERE LA MIA GIOIA

4° CREDENZA LIMITANTE: SE ESPRIMO LA MIA GIOIA PRIMA O POI SOFFRIRO’

Ogni bambino ha bisogno e diritto di provare GIOIA, affinchè possa avere un atteggiamento positivo verso la vita, verso nuove esperienze, per imparare con sana curiosità, insomma…per crescere in maniera equilibrata.

Ogni tanto mi capita di guardarmi intorno e ahimè, di scorgere tra i bambini dei visi spenti, che riflettono apatia, (assenza di gioia), probabilmente forzati a comportarsi da piccoli adulti. Cresciuti nel senso del dovere probabilmente da genitori seri, che a loro volta da piccini non hanno potuto sperimentare l’essere spensierato tipico dell’infanzia.

L’infanzia è libertà, libertà di esprimere la felicità che proviene dal cuore. Spesso vedo bimbi che mentre giocano viene bloccata l’espressione del proprio essere con frasi tipo: “Non gridare!”, “Non correre!”, “Non fare rumore!”.

Tutti i bambini devono avere libertà di ridere, in tutte le sue sfaccettature, dal sorridere al ridere a crepapelle!

La risata esprime felicità, e a livello ormonale vengono rilasciate sostanze chimiche che ci fanno stare bene non solo mentalmente, ma anche anche fisicamente!

Se osserviamo un bambino “pulito” da condizionamenti possiamo notare che tutto quello che fa, lo fa con gioia. Dal manipolare oggetti nuovi, all’interagire in un gioco dinamico, all’esplorare ambienti nuovi.

Guardateli mentre giocano, mentre ad esempio giocano con l’acqua, o esplorano con le loro manine della terra, sabbia o pietroline. Sono completamente immersi in quello che stanno facendo, sono curiosi, e orientati a acquisire nuove capacità o nuovi concetti, siano essi bambini di 1 anno come di 10! E quando si accorgono di aver fatto una nuovo scoperta, di aver imparato una nuova abilità sono al colmo dello stupore e cercano di coinvolgere anche noi nel loro sentimento. Noi dobbiamo farci trascinare da queste loro espressioni , congratularci. In questo modo rafforziamo la loro autostima, oltre naturalmente a fargli sentire amati e capaci.

Abbiamo molto da imparare dai bambini. Il loro vivere nel presente li porta a questa gioia autentica. Non è certamente facile per un adulto, ma vale la pena di sforzarci per il bene dei nostri figli, ma anche per il nostro!

Negli incontri individuali mi sono trovata spesso di fronte a mamme e papà con blocchi emotivi tali per cui non riuscivano a giocare serenamente e a vivere gioiosamente con i propri figli. Riaffiorava il passato. Da piccoli in momenti di libera espressione venivano umiliati, sbeffeggiati, derisi. Fino a poi aver perso la capacità di esternare la propria emozione positiva.

Mi raccontava una ragazza che fino ai 6 anni di età, non ricordava che la madre avesse particolari problemi ad accettare la gioia che lei esprimeva. Quando la mamma ha iniziato a vederla un po’ più grande, ha iniziato a contenere le sue manifestazioni, incutendole addirittura la paura che se si divertiva ora, dopo probabilmente non c’era più niente da ridere perché poteva succedere qualcosa di brutto con frasi come: “Cosa ridi? Non essere troppo felice che poi magari dopo succede qualcosa per cui dobbiamo piangere”. La piccola non solo non poteva godersi pienamente i momenti di felicità, ma veniva anche terrorizzata dal fatto che un evento positivo, per compensazione, avrebbe portato ad un evento negativo. E cosa fa più paura ai bambini? La separazione dai genitori. Il suo incubo era che un incidente avrebbe portato via la vita dei suoi genitori. E come poteva fare per evitare che accadesse? Reprimendo la gioia, perché tanto la tragedia sarebbe arrivata da un momento all’altro. Fortunatamente le risorse di questa bimba ora donna l’hanno portata con l’adolescenza a non avere disturbi come attacchi d’ansia o di panico, ma nella sua mente subconscia (per saperne di più leggi qui) c’è ancora quella vocina che le dice di non lasciarsi sopraffare dalle emozioni positive. Una sorta di tendenza al pessimismo tramandato dalla madre. Lavorando su di sé si è riuscita a liberarsi da questo fardello. Questo è accaduto solo dal momento in cui è diventata mamma e ha deciso di prendere in mano la propria vita facendo vivere ai figli tutte le gioie che da piccola le erano state negate. Si è resa conto che fino alla nascita del suo primo bimbo non aveva mai battuto le mani ad un artista durante la sua esibizione, come se inconsciamente si negasse di dimostrare all’esterno che l’esibizione era stata di suo gradimento e che provava ammirazione. Tantomeno aveva cantato a squarciagola ad un concerto del suo cantante preferito, rimanendo composta e quasi apatica. Provava gioia, ma la teneva tutta dentro.

Strani questi condizionamenti, vero?

Per fortuna ora questa ragazza ha deciso di concedersi la libertà di esprimere la sua felicità, per intero e senza paura. Trasmette ai suoi figli la voglia di vivere, li incentiva ad essere sé stessi e di vivere appieno la propria vita. Si diverte con loro e gioca. Finalmente sta aiutando la bambina che è in lei a godersi tutta la spensieratezza che si era negata.

Guarda il tramonto e ne ammira appieno tutte le sfumature

Osserva le onde del mare, chiude gli occhi e si lascia coccolare dal rumore delle onde che si infrangono sugli scogli

Ascolta le risate dei suoi bambini che giocano in cortile, e sorride fiera alla vita che deve ancora venire!

 

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ECCO COME I NOSTRI FIGLI RISVEGLIANO I NOSTRI SOGNI

Sarà capitato anche a te di tornare a casa alla sera, sentirti stanco e magari frustrato dalla tua giornata lavorativa e sapere di non riuscire a dare il meglio di te con i tuoi figli, che ti aspettano trepidanti fuori dalla porta. Ti ricordi cosa succedeva prima che nascessero? Arrivavi a casa dall’ufficio, dal negozio, o dal giro dei tuoi clienti, e se eri stanco ti buttavi a letto, sul divano a leggere un libro o davanti alla televisione…e tutto passava. Altre sere potevi decidere di uscire con gli amici per parlare del più e del meno e spesso potevi ritrovarti a lamentarti del tuo capo, dei tuoi colleghi e delle tasse. Con l’arrivo dei bambini non è più così. Arrivi a casa e non c’è tempo di “sbollire” dalla giornata, loro hanno bisogno di tutta la tua attenzione, e la tua pentola continua a bollire sotto il coperchio.

Quanto dobbiamo essere grati ai nostri figli per questo!!! Senza la loro presenza le nostre giornate potevano passare dalla frustrazione e stanchezza allo sbollimento, senza che ce ne potessimo accorgere…eravamo addormentati nelle nostre giornate senza poterci ascoltare veramente. Appena la pentola iniziava a bollire, spegnevamo il fuoco senza pensare al motivo per cui si fosse acceso.

E adesso cosa succede invece? Grazie ai nostri figli il fuoco continua a rimanere acceso perchè non c’è il tempo di spegnerlo, e questo ci permette, se ci impegniamo a diventarne consapevoli, di capire la vera causa della fiamma.

Il fuoco che fa bollire la pentola sono i nostri sogni, che continuano a rimanere accessi grazie ai nostri figli. I sogni che richiamano la nostra attenzione e che noi di continuo spegnevamo trovando un qualsiasi diversivo.

Hai capito bene!!! La causa delle tue frustrazioni non sono i colleghi, il capo o i clienti, ma il fatto che non stai ascoltando i tuoi sogni. L’arrivo dei figli ti permette di sentire questo fuoco bruciante, e quello che ti stanno chiedendo a gran voce è di seguirli. Grazie ai nostri figli abbiamo la possibilità di capire l’origine del fuoco ed assecondarlo utilizzandolo a nostro favore. Grazie ai nostri figli possiamo giorno per giorno ritrovare noi stessi e percorrere insieme la strada per la nostra realizzazione. Hai mai pensato che la realizzazione dei tuoi progetti di vita, potessero essere accelerati, elevati ed ampliati dalla nascita dei tuoi figli?

Se sei pienamente soddisfatto della vita che stai vivendo smetti pure di leggere, perché questo articolo non ti interessa.

Se invece pensi che non ci sia limite al meglio allora forse ti starai chiedendo da che punto ripartire per creare la vita che desideri.

Due giorni fa stavo tenendo un mini corso di formazione sulla gestione dello stress in azienda e, parlando di progetti ed obiettivi di vita, ho chiesto ai partecipanti cosa ne pensassero. La prima delle risposte che ho ricevuto è stata: “Certo, ognuno di noi ha degli obiettivi che vuole raggiungere, è una cosa naturale”. A quel punto ho pensato “Sì, questo è vero, ognuno di noi si prefigge degli obiettivi…ma allora perché la maggior parte delle persone continuano a fare sempre le stesse cose continuando a lamentarsi? Perché si continua a fare sempre lo stesso lavoro per anni arrivando a casa frustrati e portando il nostro malcontento in famiglia? Cosa ci impedisce di puntare in alto?”

Queste sono le risposte che mi sono dato:

1) Abbiamo paura di uscire fuori dagli schemi imposti dalla società e dalla nostra famiglia di origine. I contratti che abbiamo stipulato per essere accettati, continuano ad essere validi tutta la vita. Sono contratti a rinnovo tacito. Abbiamo mai controllato le cluasole del contratto? Siamo sicuri che ci vadano ancora bene così come sono state scritte?

2) Limitiamo i nostri progetti a quello che riusciamo a pensare possibile in quel momento, perché nessuno ci ha mai insegnato a guardare oltre i nostri condizionamenti. Siamo stati educati a credere che non sia possibile

Dobbiamo puntare l’attenzione sulla qualità e la bellezza dei nostri progetti. Non sarebbe straordinario riuscire a vedere oltre tutto quello che pensiamo possibile? Il nostro cervello trova ciò che noi gli diamo da cercare, funziona come un radar. Sfruttando questa caratteristica della nostra mente possiamo indirizzare l’attenzione su ciò che vogliamo.

Fatichiamo a trovare la soluzione ad un nostro problema? Come possiamo pensare che il nostro cervello la possa trovare se non gli diciamo esattamente qual è la migliore soluzione per noi? Ti sei mai soffermato a creare la tua scena ideale?

Ti sei mai seduto di fronte ad un foglio bianco per scrivere cosa vuoi raggiungere nella tua vita come genitore, sul lavoro o nei confronti delle tue passioni? Se non l’hai fatto…fallo adesso.

Prendi carta e penna ed inizia a scrivere di cosa ti lamenti in questo periodo della tua vita. Quando la tua lista sarà piena, fai un elenco di ciò che vuoi invece. In questa lista troverai ciò che pensi possibile in questo momento. Questo è già un buon punto di partenza, ma sei vuoi di più compila una terza lista in cui vai oltre ciò che pensi sia possibile ottenere, e creati la tua scena ideale. Quello che senti ti permetterebbe di essere felice.

Questo è il primo passo. Nei prossimi articoli approfondirò i metodi che possono portarti a raggiungere ciò che hai scritto nella lista.

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