Monthly Archives: novembre 2015

D’altra parte siamo cresciuti tutti

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Erano circa le 22.30, alla fine di una delle presentazioni di Genitori al Contrario e mi trovavo a parlare con una maestra di scuola materna venuta a seguire la conferenza.

Durante la presentazione sia io che Daniela avevamo introdotto i principi che stanno alla base di Genitori al Contrario che ti riassumo brevemente qui:

– I nostri figli, come d’altra parte abbiamo fatto anche noi prima di loro, apprendono schemi e convinzioni che derivano dall’ educazione famigliare e culturale

– Grazie all’osservazione dei nostri figli è possibile quindi vedere comportamenti riflessi di cui non ci accorgeremmo

– Per questo motivo noi come genitori, guardandoci allo specchio dei nostri figli, possiamo conoscere meglio noi stessi

– E’ inoltre importante acquisire capacità di comunicazione “cuore a cuore”, che ci mettano in contatto empatico con loro

E’ naturale che questo comporti impegno ed esercizio ed è per questo che abbiamo bisogno di un movente molto forte per apportare questa trasformazione, oltre a strumenti efficaci che ci diano l’abilità nell’ottenere risultati apprezzabili (e per questi ti rimando alla lettura del libro di cui puoi scaricare un estratto)

Il movente è la qualità del futuro dei nostri figli, che noi possiamo migliorare ogni giorno come architetti scrupolosi e responsabili dell’ambiente in cui i nostri figli crescono.

Erano circa le 22.30 quindi e l’educatrice mi dice che l’argomento è molto affascinante e da approfondire ma che d’altra parte “SIAMO CRESCIUTI TUTTI SENZA TROPPI PROBLEMI” e prosegue dicendo “CHE I BAMBINI OGGI SONO DEI RIBELLI”

A quel punto la ringrazio per la fantastica obiezione, grazie alla quale oggi scrivo questo articolo.

Eh sì, d’altra parte siamo cresciuti tutti. Magari con qualche lacrimuccia, qualche sculacciata (per i più fortunati) e sicuramente imparando a rialzarci dopo le nostre cadute.

Ma siamo sicuri di essere cresciuti nel migliore dei modi possibili?

Siamo sicuri di essere cresciuti nel migliore dei MONDI possibili?.

Se la madre di Paolo fosse stata più comprensiva, fosse stata attenta alle richieste del figlio durante l’infanzia e non si fosse chiusa nel suo mondo quando, mancato il marito, lasciò Paolo da solo ad elaborare il suo lutto, forse a quest’ora Paolo non avrebbe difficoltà a trovare una compagna di cui fidarsi e a cui affidarsi. Paolo oggi è un imprenditore soddisfatto del suo lavoro, ma forse con una compagna al suo fianco la sua vita sarebbe ancora più soddisfacente.

Se i genitori di Margherita fossero stati più presenti durante la sua infanzia evitando di lasciarla da sola troppo tempo a giocare con la sua amica immaginaria, forse oggi avrebbe facilità ad accettare che sua figlia preferisca stare da sola in camera invece che uscire con le compagne di scuola, soffrendo per una sua solitudine che invece la figlia vive con tranquillità. Vivrebbe l’adolescenza di sua figlia in maniera più serena e meno apprensiva. Margherita grazie alla sua esperienza è d’altra parte una madre attenta alle necessità delle sue figlie, perché memore delle sue difficoltà, ma sul lavoro ha sempre bisogno di approvazione e vive male ogni situazione in cui ci sia da discutere con le colleghe perché ha paura di essere abbandonata.

Se i genitori di Giuseppe avessero lavorato maggiormente sulla propria autostima forse oggi il figlio avrebbe più facilità a trovare la propria strada professionale sentendosi soddisfatto della vita piuttosto che depresso e infelice, trasferendo a sua volta questo suo atteggiamento ai figli adolescenti.

Queste sono tre delle storie di persone che ho incontrato nelle sedute individuali come Facilitatore PSYCH-K®. Per questioni di privacy i loro nomi sono stati cambiati.

Tutti noi sappiamo ciò che siamo oggi come riflesso del nostro passato, ma non sappiamo cosa saremmo potuti essere se nel nostro passato ci fosse stata una maggiore attenzione. Non fraintendetemi, i nostri genitori hanno fatto sicuramente del loro meglio attraversati dall’Amore per noi, ma sempre in base alle loro conoscenze e al loro passato (a parte casi particolari), questo però non ci impedisce di progredire verso il meglio per noi e per le generazioni future.

Immaginate di essere in un acquario che sguazzate come pesci. Felici e contenti. Ogni tanto sbattete con il muso contro qualcosa di invisibile, ma non vi fate molti problemi. Gli altri pesci intorno a voi vi dicono che è tutto normale, così è la vita da pesci. “Continua pure a nuotare” vi dicono. D’altra parte sbattere fa male, ma passa in pochi secondi. Un giorno però, dopo aver sbattuto molto forte contro quel qualcosa di invisibile, guardate gli altri pesci con occhi diversi. Li vedete andare in giro seguendo sempre lo stesso percorso.

A quel punto avvicinate uno dei pesci che conoscete meglio, uno dei vostri vecchi amici, e gli domandate se non si sia accorto di qualcosa di strano. Lui vi risponde che “beh, si, hai un bernoccolo in fronte e quando parli sembri pazzo. Che ti sta succedendo?”

A quel punto inizi a fare un po’ di ricerche, capisci che qual qualcosa di invisibile è in realtà una parete che ti separa dal mondo esterno, qualcosa che c’è al di là. Inizi allora a volerlo dire ad altri pesci che come te, iniziano ad accorgersi che quel qualcosa di invisibile è in realtà molto concreto, ma ancora non hanno le idee ben chiare.

Quel qualcosa di invisibile sono le nostre convinzioni, che stabiliscono il limite di ciò che noi crediamo possibile. Una volta superato quel limite, al di là del muro si apre un universo di possibilità.

I nostri figli nascono in questo mare di massimo potenziale e piano piano vengono inseriti nell’acquario in cui viviamo dove le possibilità sono limitate. I ragazzi vengono visti oggi come dei ribelli, per riprendere le parole dell’educatrice, nel loro tentativo di rompere le pareti dell’acquario ed uscire fuori dai limiti imposti.

Che tu abbia figli piccoli o adolescenti, sei tu a decidere in quale ambiente cresceranno, e questo determina il loro futuro in termini di relazioni, salute e felicità (ti invito ad approfondire le ultime scoperte sull’ epigenetica). E se i tuoi figli sono ormai adulti puoi sempre informarli di ciò che hai scoperto in modo che possano prendere consapevolmente le loro decisioni.

Ora che sei consapevole del meccanismo della tua mente, sei libero di scegliere. Rimanere all’interno dell’acquario, oppure superare il muro invisibile e saltare fuori dall’acqua, entrando nel mare delle possibilità.

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D’altra parte, siamo cresciuti tutti.

Federico

Se vuoi approfondire la conoscenza di PSYCH-K®, come strumento principe per trasformare i tuoi condizionamenti come genitore ed individuo, segui questo link PSYCH-K per genitori

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Quello che ho capito diventando mamma

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Il mio nome è Daniela, ho 33 anni, sono mamma di tre splendide creature Giorgia, Gabriele e Gaia. Sono una facilitatrice emozionale a livello familiare, ossia mi occupo di riportare serenità nelle relazioni tra genitori e figli.

Con il Cuore sento di dirvi che la mia vita ha iniziato ad avere un senso profondo da quando è nata Giorgia, la mia primogenita. Prima della sua nascita lasciavo scorrere i giorni, uno dietro l’altro impiegata ad un lavoro monotono e ripetitivo, esattamente come erano i giorni della mia vita: monotoni e ripetitivi. Non si può dire avessi una brutta vita, semplicemente non sapevo assaporarla.

11011179_681174465346959_388817159918960616_nCon questo non voglio dire che senza figli la vita sia noiosa, dico che PER ME, i miei figli sono stati il mezzo attraverso il quale sono arrivata ad avere una consapevolezza maggiore di me e della vita in generale. Ho imparato ad ascoltare quella parte profonda di me, quella parte più istintiva, quella parte guidata dal Cuore. Mi sono sentita parte di un sistema mamma-figlio, in cui sentivo di avere un ruolo di forte responsabilità, dal quale dipendeva la mia felicità e quella dei miei figli. Sentivo l’amore che mi gonfiava il petto e sapevo di doverlo convogliare, per farlo arrivare dritto al Cuore dei miei figli. Ricordo che la sensazione più “strana” appena tornata a casa dall’ospedale con Giorgia, a tre giorni dalla sua nascita, fu che da quel momento un esserino dipendesse da me, dalle mie azioni, dal mio senso materno, dalle mie cure e dalle mie parole. Mi ero laureata in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione anni prima, nella teoria sono sempre stata molto brava, ora si trattava di mostrarmi altrettanto brava nella pratica. Il mio obiettivo fin dai risultati positivi del test di gravidanza, fu, come quello di qualsiasi mamma, di poter crescere dei bambini sereni e di non ferirli emotivamente per mancanza di “tatto”; fare in modo che i miei schemi da adulto non si ripercuotessero sul loro sereno sviluppo. Ho capito che era basilare ritrovare “contatto” con la mia parte bambina, di rimettermi nei panni di Daniela bambina. Che cosa mi aveva ferito? Quando non mi sono sentita capita? Cosa invece mi aveva reso felice? Quali episodi positivi nella mia infanzia sono rimasti indelebili nella mia memoria e perché? Cosa avevano fatto i miei genitori per farmi sentire amata?

Osservavo che già solo la mia presenza rendeva i bambini felici, ma volevo che il mio fosse un vero “esserci”: con il cuore e con la mente. Con amore, con rispetto, e consapevole di ciò che trasmettevo anche a livello subconscio. Sentivo il bisogno di lavorare su di me, di eliminare quei condizionamenti che non mi permettevano di esprimere all’esterno, la persona che sentivo di essere dentro. E così iniziò il mio percorso di rinascita e poi di crescita.

Vivendo in una società centrata sull’adulto, egoista, razionale e lontana dal dare valore alle emozioni, in cui spesso i bambini sono considerati solo “di contorno”, e da qualcuno persino fastidiosi, rumorosi e collocati in strutture il cui scopo è “farli stare buoni”, mi resi conto che era necessario cambiare prospettiva. Ho compreso che i bambini sono individui che meritano rispetto tanto quanto gli adulti (se non ancora di più in quanto esseri in formazione!), e ho fatto mia una visione centrata sul bambino, basata sull’amore, sulla tenerezza, sulla comprensione delle sue esigenze più profonde, sull’imparare a comunicare emotivamente e a parole con i nostri figli. Non si tratta di annientarsi come adulti. Niente affatto. Si tratta di crescere, di imparare da loro. Di riscoprire parti di noi sepolte nel nostro essere adulti, di lavorare sulle nostre emozioni. Riscoprire la gioie e l’amore, quello vero. Non ho mai imparato tante cose su di me, così come ne ho imparate da quando sono mamma. Vedo dinamiche comportamentali, reazioni emotive, richieste di attenzione, bisogno di amore che io stessa esprimevo con i miei genitori. I miei figli sono il mio specchio. Osservando loro e osservando i miei comportamenti nel mio quotidiano con loro ho modo di crescere e di migliorarmi giorno per giorno. Ecco un altro punto fondamentale: ho capito di dover accettare i miei errori e prenderli come punto di partenza per migliorarmi.

Ho imparato a dare retta al mio istinto. Piano piano ho capito come sintonizzarmi con i miei figli. E non vi è un modo univoco per tutti. Ogni figlio è diverso, ogni figlio rispecchia qualcosa di diverso di noi, e i modi per entrare in contatto con ogni figlio sono diversi dall’uno all’altro. Ho imparato a conoscerli e a conoscermi e a sintonizzarmi con il cuore di ognuno di loro, che risponde in maniera differente uno dall’altro.

Ho imparato ad ascoltarmi. Ad ascoltare le mie emozioni, i miei pensieri, i miei dubbi e le mie certezze.

Con mio marito Federico ho scritto il libro “Genitori al Contrario”, (a questo link puoi scaricare un estratto gratuito) in cui sono racchiusi gli strumenti che abbiamo incontrato nel nostro percorso di crescita come individui e come genitori, con la forte spinta che potessero servire a genitori in evoluzione come noi.

Per conoscermi meglio ti consiglio di vedere questo video https://www.youtube.com/watch?v=M-Yr-uEHyHg, in cui esprimo l’essenza della mia visione, e che cosa significa essere Genitori al contrario, che non è andare contro qualcosa, ma verso una nuova direzione…mano nella mano con i nostri figli.

Daniela

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Permetti a tuo figlio di esprimersi al 100%

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In questo articolo scoprirai:

  • Perché abbiamo una visione miope dei nostri figli
  • Perché il nostro impegno nel modificare questa visione è così importante per loro
  • Quali opportunità perdiamo nel mantenere il nostro attuale punto di vista

Prima di diventare padre nel 2009, vivevo la mia vita facendo scorrere i giorni all’interno della routine quotidiana. Mi alzavo la mattina per andare a lavorare presso il call center in cui lavoravo dal 2005, scambiavo alcuni pensieri con Daniela prima di partire cercando di organizzare al meglio che potevo la giornata, poi

45 minuti di macchina in mezzo al traffico, ricerca del parcheggio, bollatrice, prime 4 ore di lavoro.

A quell’epoca, dopo tre anni di onorato servizio in cuffia (cioè a rispondere al telefono), ero diventato assistente di sala (ciò che allora credevo un traguardo di tutto rispetto) e svolgevo il mio lavoro aiutando i ragazzi al telefono nei casi più complicati. Pausa pranzo, altre 4 ore di lavoro, bollatrice, 45 minuti di traffico, casa, cena, tv, letto… Le mie giornate scorrevano come su una scala mobile diretta verso il basso.

Ti riporto una storiella che, un funzionario asiatico dell’ONU in visita presso l’università di Torino, raccontò ai ragazzi presenti in aula mentre ancora frequentavo le lezioni. Per qualche motivo questa storiella mi rimase impressa, ma il perché lo capii solo qualche anno dopo. La storiella che ti racconto riguarda una rana, ed è stata scritta da Noam Chomsky, filosofo contemporaneo americano. Il titolo è “La storiella della rana bollita”

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.

Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.

La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.

L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.

Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

Questa storiella ci mette in guardia rispetto al brodo in cui viviamo tutti i giorni. Potremmo non accorgerci del fuoco che sta facendo aumentare la temperatura dell’acqua fino a farci bollire.

La nascita di Giorgia ha letteralmente cambiato la mia vita. Da un profondo addormentamento chiamato normalità, è stata la prima dei miei figli ad alzare talmente alto il fuoco sotto la pentola, da farmi capire che stavo per fare la fine della rana.

Il diventare padre mi spinse a farmi delle domande sul reale scopo della vita ed iniziai a studiare alacremente, come se ancora fossi all’università e dovessi sostenere degli esami. Più studiavo e più capivo l’importanza di ciò che stavo apprendendo. Iniziai a conoscere meglio la fisiologia del mio corpo fisico ed energetico, il funzionamento del cervello e come attraverso questo creiamo la nostra realtà. Iniziai a studiare la psicologia energetica e l’alchimia trasformativa, ma soprattutto iniziai ad osservare, osservare ed ancora osservare. Osservavo me stesso, le mie emozioni, e i miei pensieri. Osservavo le mie reazioni, osservavo me stesso con me stesso e me stesso in mezzo agli altri.

Ed insieme a Daniela iniziammo ad verificare come Giorgia e Gabriele, che nel frattempo era comparso nelle nostre vite, crescessero anche in base alla nostra crescita interiore, e che i loro comportamenti facessero da specchio perfetto delle nostre abitudini, emozioni, paure, intenzioni.

All’interno del libro ”Genitori al contrario”, che puoi trovare in tutte le librerie se non l’hai ancora letto, spieghiamo nel dettaglio i principi di questa visione ribaltata della realtà, per cui guardando attraverso gli occhi di tuo figlio puoi imparare ad esprimere il meglio di te come genitore.

In questo bonus voglio utilizzare questo principio per approfondire insieme a te un’altra verità a cui ci siamo trovati di fronte: vediamo i nostri figli attraverso le nostre percezioni , ossia le nostre percezioni determinano il modo in cui vediamo i nostri figli.

Le nostre percezioni sono principalmente generate dalle nostre convinzioni, ossia idee ed opinioni che ci facciamo su come funzionano le cose, su cosa succede se capita X, sul significato di Y e sui motivi per cui si verifica Z.

Le convinzioni inoltre si differenziano dalle idee e dalle opinioni, per la loro marcata resistenza al cambiamento, e si formano perché la nostra mente ha la necessità di costruirsi delle certezze sulle quali prevedere il futuro.

Le convinzioni sono le Regole attraverso le quali interpretiamo le informazioni che ci arrivano dalla nostra realtà esterna. Di conseguenza la visione che abbiamo della realtà esterna è determinata da queste Regole. Le nostre percezioni, ossia il nostro personale modo di vedere la realtà, sono determinate dai nostri schemi mentali. Le cose possono sembrarti in un certo modo, ma questa percezione non corrisponde necessariamente a ciò che sono davvero.

La percezione che noi genitori, abbiamo dei nostri figli, è determinata dalle nostre convinzioni quindi, regole apprese durante la nostra vita.

Le Convinzioni sono il cuore del nostro sistema di pensiero, sono la base nel nostro modo di affrontare la realtà e di reagire alle cose, e possono in parte avere origine dalle esperienze che hanno plasmato i nostri modelli mentali inconsci; possono quindi esercitare i loro effetti anche al di fuori della nostra consapevolezza.

Oltre alle convinzioni, le nostre percezioni sono determinate da:

EPIGENETICA

VALORI

MEMORIE, TRAUMI E FERITE

APPRENDIMENTO VOLONTARIO

ATTENZIONE

 

Lavorando in diversi modi su ognuno di questi punti, potrai modificare la percezione che hai dei tuoi figli, renderla sempre più pulita e libera e permettere a te e a loro, di vivere la vita per le straordinarie persone che siete.

Per essere più chiaro e spiegarti come avviene il processo, userò una metafora legata alla musica

Quando un chitarrista pizzica una corda, questa vibra ad una certa frequenza e crea un’onda sonora. Questa, viaggiando attraverso l’aria, arriva all’orecchio, dove migliaia di cellule cigliate responsabili di una nuova traduzione dei suoni, da vibrazioni a impulsi elettrici, tramite delle sottili fibre nervose, arrivano all’area uditiva del cervello, dove finalmente si ha la vera percezione dei suoni.

Insomma, tutto quello che noi sentiamo lo possiamo ascoltare perché qualcosa sta vibrando e sta creando onde sonore.

Le vibrazioni sonore percepibili dall’uomo si collocano a frequenze comprese tra i 15 e i 20.000 hertz. Anche se ufficialmente l’udito dell’essere umano si estende fino a 20000 Hz, in realtà solo i bambini e i ragazzi possono realmente sentire così in alto. Fattore principale per la minore percezione delle alte frequenze è la progressiva abitudine verso queste vibrazioni che si ha con l’avanzare dell’età

Il significato del termine “suono” è però stato esteso dai fisici moderni anche a fenomeni ondulatori che si verificano in campi di frequenza situati al di fuori del campo di udibilità dell’orecchio umano ed in particolare ai suoni di frequenza superiore ai 20.000 hertz, che sono detti ultrasuoni. A caratterizzare in modo decisivo la differenza di percezione fra i vari suoni è il funzionamento del nostro sistema uditivo: il nostro udito è molto performante alle frequenze medio/alte (500 – 5000 Hz) mentre degrada sugli estremi di banda.

 

Perché ho usato questa metafora? No, non mi sono fumato il cervello. Era importante mostrarti a livello scientifico come in base alla nostra capacità sensoriale possiamo sentire solo fino ad una certa frequenza. Ripeto, in base alla NOSTRA capacità sensoriale, non in base a quello che si trova all’esterno. Nell’etere ci sono infinite frequenze, ma siamo noi a percepire solo una determinata banda in base alle nostre capacità. I delfini riescono a percepire ed emettere ultrasuoni che noi non riusciamo a sentire.

Veniamo al dunque.

La prima fondamentale conseguenza è questa:

Immagina che tuo figlio abbia un potenziale diciamo di 100 e tu riesci a percepire 50, vedrai in tuo figlio solo il 50% delle sue potenzialità, allo stesso modo in cui non riesci a sentire suoni ad una frequenza troppo alta o troppo bassa rispetto a quello che ti permettono i tuoi sensi. Funziona così per ogni situazione o relazione, ma a te interessa in relazione a tuo figlio. Il suo reale potenziale è distorto da una tua incapacità percettiva!

Tu potrai ribattere che noi non determiniamo il futuro dei nostri bambini, perché loro sono esseri a se stanti e meravigliosi. E anche questa è una sacrosanta verità.

Leggi però cosa dice Bruce Lipton, biologo americano e scrittore del best seller “La biologia delle credenze

“Devi sapere che peri primi 7 anni nella vita di un bambino il cervello non opera con la mente conscia. Le funzioni celebrali di un bambino di meno di 7 anni non operano con la mente conscia e creativa. Succede solo dopo i 7 anni. Ma per i primi 7 anni di vita il bambino è come sotto ipnosi. Osserva il padre e la madre, la sua famiglia apprendendone i comportamenti, pensate che li capisca? No, si limita a registrarli come una videocamera, osserva e scarica i comportamenti. Impara come comportarsi osservando le altre persone. I programmi che il subconscio registra nei primi 7 anni non vengono dalla mente conscia.

In quei 7 anni si apprende il concetto di identità. chi sei tu? Chi sono io?

Come faccio a sapere chi sono io o chi sei tu?

E indovinate cosa succede in quei primi 7 anni? Sono gli altri a dirci chi siamo.”

Ma non è finita qui:

Gli scienziati, per primo il fisico John Wheeler, hanno dimostrato che anche se è possibile credere di stare solo osservando il mondo circostante, in realtà è impossibile limitarsi semplicemente ad osservare. Indipendentemente dal fatto che la nostra attenzione si concentri su una particella quantistica durante un esperimento in laboratorio o su nostro figlio, nutriamo delle aspettative, convinzioni e credenze su ciò che osserviamo. Attraverso l’osservazione entriamo a far parte di ciò che stiamo osservando e lo modifichiamo.

Ecco quindi la seconda conseguenza fondamentale:

In base alle nostre percezioni educhiamo i nostri figli e ci creiamo delle aspettative nei loro confronti, e loro determinano la loro personalità in base a questo!!

I bambini per essere accettati e approvati si adattano alle nostre percezioni fino a quando queste si cristallizzano e diventano abitudini.

Hai capito bene. I bambini scendono dall’olimpo per venire sulla terra, ossia passano da una realtà in cui tutto è possibile ad una in cui si è obbligati a crescere all’interno di schemi predefiniti, solo perché noi li obblighiamo a scendere, pena non essere amati, accuditi ed ascoltati. Si adattano alla nostra visione rispetto a loro, e all’ambiente circostante. Si adattano alla nostra visione della vita. Il bambino per capire chi è e cosa può fare, deve affidarsi agli adulti che gli spiegano come vanno le cose e le “regole per stare al mondo”. Sarà proprio sulla base di questi insegnamenti che il bambino si potrà formare una idea di sé… idea comunque inevitabilmente influenzata da chi gli racconta la storia della sua vita!! In attesa di capire chi è e chi potrà diventare, nel dubbio il bambino si fa influenzare dalle profezie degli altri, che un po’ alla volta plasmano la sua identità. Tutto questo in maniera automatica.

Riepiloghiamo:

Premessa: vediamo i nostri figli attraverso le nostre percezioni, ossia le nostre percezioni determinano il modo in cui vediamo i nostri figli.

Prima conseguenza: se tuo figlio ha un potenziale di 100 e tu riesci a percepire 50, vedrai in tuo figlio solo il 50% delle sue potenzialità

Seconda conseguenza: in base alle tue percezioni educhi i tuoi figli e ti crei delle aspettative nei loro confronti, attraverso le quali loro determinano la loro personalità

Quanto è importante a questo punto lavorare sulle tue capacità percettive e permettere a tuo figlio di esprimere le sue infinite potenzialità?

Ma c’è ancora di più.

Quale enorme possibilità di salire verso l’olimpo stai perdendo? Quali tue potenzialità puoi ancora scoprire e manifestare grazie a tuo figlio?

Dall’ alto della loro massima espressione, i nostri figli vedono tutte le nostre potenzialità e potrebbero rimanere delusi per la nostra mancanza di impegno nel raggiungere il loro livello.

Tuo figlio sta alzando il fuoco sotto la pentola per permetterti di saltare fuori e realizzare te stesso e tutto ciò che hai sempre solo sognato. Stai in campana!

Ok, forse può sembrarti molto romanzesco tutto questo, ma anche fosse così, è un ottimo spunto dal quale partire per dare il meglio di te ogni volta che ne hai la volontà, consapevole che trasformando le tue credenze e convinzioni su come va il mondo, cambierai la tua realtà e quella di tuo figlio.

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Inserisci la tua e-mail qui sotto e scarica il video bonus gratuito “Come le percezioni determinano il futuro dei tuoi figli”. Ti verrà inviato nel giro di pochi minuti.

 

Per fortuna i nostri figli fanno il contrario di ciò che gli diciamo

 

Molti genitori guardando questo video avranno pensato quanto sia vero tutto quello che mostrano le immagini, ossia che il bambino apprende dal comportamento del genitore. Ma allora perché gli stessi genitori si lamentano che i loro figli, a qualsiasi età, si comportano in modo completamente opposto a quello che gli viene detto, e che questo sia un gran problema? A mio parere questa è una visione miope della relazione genitore-figlio.

PERCHE’ QUESTO VIDEO NON TI RIGUARDA?

So che questa domanda può sembrare strana, ma se ci pensi bene chi ha la capacità di riflettere sulle immagini che scorrono in questo video, difficilmente attua molti dei comportamenti estremi che vengono mostrati nel filmato. O meglio, coloro che attuano questi comportamenti difficilmente riflettono sulle conseguenze delle proprie azioni. Dato che tu fai parte del primo gruppo di persone, questo video non ti riguarda.

PERCHE’ QUESTO VIDEO TI RIGUARDA?

Ora ti sentirai un po’ confuso. Ma ora ti spiego perché queste immagini riguardano anche te.

Le neuroscienze hanno ormai dimostrato che le nostre azioni sono dettate per il 95% dalla sfera della nostra mente che viene definita subconscia. Una parte della nostra mente che si manifesta in maniera automatica secondo schemi prestabiliti ed appresi durante la nostra vita, in particolare durante la nostra infanzia. Questi schemi riguardano tutti i campi della nostra vita quotidiana e hanno determinato il nostro livello di autostima, la nostra capacità di relazionarci con le persone e con le situazioni, la nostra capacità di risolvere problemi e trovare soluzioni, ossia la nostra capacità di adattamento all’ambiente in cui siamo cresciuti. E’ il funzionamento naturale della nostra mente e da qui non si scappa.

Anche la mente dei nostri figli funziona nello stesso modo, per cui da bambini hanno appreso comportamenti che nella maggior misura derivano da ciò che hanno vissuto in famiglia. Ecco perché è molto importante, che il genitore adotti dei comportamenti coerenti con quello che vorrebbe che i figli facessero. Se avessi una telecamera puntata verso di te, ti comporteresti allo stesso modo? Ecco perché questo video ti riguarda.

Ma allora perché molti genitori, e forse anche tu, continuano a lamentarsi che i figli fanno l’opposto di quello che gli viene detto?

PER FORTUNA, I NOSTRI FIGLI FANNO IL CONTRARIO DI CIO’ CHE GLI DICIAMO

Gabriele, che ha quasi 5 anni, spesso decide di non ascoltare ciò che dico. E non raramente capita che arrivi a dirmi a muso duro “Non ti ascolto” girando la testa dall’altra parte. Sarà capitato anche a te di esserti trovato di fronte ad una situazione simile. Succede a tutti i genitori, più o meno quotidianamente. Immagino che anche tu come me, a quel punto ti sia trovato in balia di una delle tue emozioni più forti: la rabbia.

Ma se è vero tutto quello che hai letto dall’inizio dell’articolo, perché ci arrabbiamo tanto con i nostri figli?

Questa è la conclusione a cui siamo arrivati Daniela ed io e che puoi approfondire nel nostro libro Genitori al Contrario (puoi scaricare un estratto qui): i figli riflettono le parti nascoste ed inespresse di noi. Tutto ciò che noi abbiamo rifiutato e non accettiamo di noi stessi viene manifestato dai nostri figli.

In pratica i nostri figli fanno:

  • ciò che noi abbiamo rifiutato di fare
  • ciò che vorremmo fare ma non ci permettiamo
  • tutto quello che non ci è stato permesso di fare da bambini…e questo fa tremendamente arrabbiare quella parte invidiosa del nostro bambino interiore.

Grazie a loro vengono quindi messe in luce parti di noi che da soli non saremmo riusciti ad osservare.

COSA POSSO FARE?

Immagino che questa domanda sia sorta spontanea. La soluzione più efficace che ho trovato è quella di sforzarmi di osservare sempre di più le mie emozioni e le mie reazioni che derivano da un comportamento che non accetto in mio figlio ed annotarle sul mio diario (anche queste strategie vengono approfondite nel libro) Questo mi ha permesso di accettare molti dei comportamenti dei mie figli e smettere finalmente di arrabbiarmi con la mia immagine riflessa allo specchio.

Per approfondire questi aspetti insieme ad altri genitori che come te sono costantemente al lavoro per il loro miglioramento ti aspettiamo il:

7 novembre a Ciriè (TO) alle ore 21 presso Casa Arcobaleno – Incontro con gli autori

13 novembre a Bassano del Grappa (VI) alle ore 20,45 presso l’ Hotel Belvedere – Incontro con gli autori

22 novembre a Torino in Via San Domenico 16 alle 17, – performance teatrale Live! Playback Theatre “Divenire Genitori al Contrario”, messa in scena dai Become.

27 novembre a Milano alle ore 20,45 presso l’Hotel Ibis Milano Centro – Incontro con gli autori

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