HO IL DIRITTO DI ESPRIMERE LA MIA GIOIA

4° CREDENZA LIMITANTE: SE ESPRIMO LA MIA GIOIA PRIMA O POI SOFFRIRO’

Ogni bambino ha bisogno e diritto di provare GIOIA, affinchè possa avere un atteggiamento positivo verso la vita, verso nuove esperienze, per imparare con sana curiosità, insomma…per crescere in maniera equilibrata.

Ogni tanto mi capita di guardarmi intorno e ahimè, di scorgere tra i bambini dei visi spenti, che riflettono apatia, (assenza di gioia), probabilmente forzati a comportarsi da piccoli adulti. Cresciuti nel senso del dovere probabilmente da genitori seri, che a loro volta da piccini non hanno potuto sperimentare l’essere spensierato tipico dell’infanzia.

L’infanzia è libertà, libertà di esprimere la felicità che proviene dal cuore. Spesso vedo bimbi che mentre giocano viene bloccata l’espressione del proprio essere con frasi tipo: “Non gridare!”, “Non correre!”, “Non fare rumore!”.

Tutti i bambini devono avere libertà di ridere, in tutte le sue sfaccettature, dal sorridere al ridere a crepapelle!

La risata esprime felicità, e a livello ormonale vengono rilasciate sostanze chimiche che ci fanno stare bene non solo mentalmente, ma anche anche fisicamente!

Se osserviamo un bambino “pulito” da condizionamenti possiamo notare che tutto quello che fa, lo fa con gioia. Dal manipolare oggetti nuovi, all’interagire in un gioco dinamico, all’esplorare ambienti nuovi.

Guardateli mentre giocano, mentre ad esempio giocano con l’acqua, o esplorano con le loro manine della terra, sabbia o pietroline. Sono completamente immersi in quello che stanno facendo, sono curiosi, e orientati a acquisire nuove capacità o nuovi concetti, siano essi bambini di 1 anno come di 10! E quando si accorgono di aver fatto una nuovo scoperta, di aver imparato una nuova abilità sono al colmo dello stupore e cercano di coinvolgere anche noi nel loro sentimento. Noi dobbiamo farci trascinare da queste loro espressioni , congratularci. In questo modo rafforziamo la loro autostima, oltre naturalmente a fargli sentire amati e capaci.

Abbiamo molto da imparare dai bambini. Il loro vivere nel presente li porta a questa gioia autentica. Non è certamente facile per un adulto, ma vale la pena di sforzarci per il bene dei nostri figli, ma anche per il nostro!

Negli incontri individuali mi sono trovata spesso di fronte a mamme e papà con blocchi emotivi tali per cui non riuscivano a giocare serenamente e a vivere gioiosamente con i propri figli. Riaffiorava il passato. Da piccoli in momenti di libera espressione venivano umiliati, sbeffeggiati, derisi. Fino a poi aver perso la capacità di esternare la propria emozione positiva.

Mi raccontava una ragazza che fino ai 6 anni di età, non ricordava che la madre avesse particolari problemi ad accettare la gioia che lei esprimeva. Quando la mamma ha iniziato a vederla un po’ più grande, ha iniziato a contenere le sue manifestazioni, incutendole addirittura la paura che se si divertiva ora, dopo probabilmente non c’era più niente da ridere perché poteva succedere qualcosa di brutto con frasi come: “Cosa ridi? Non essere troppo felice che poi magari dopo succede qualcosa per cui dobbiamo piangere”. La piccola non solo non poteva godersi pienamente i momenti di felicità, ma veniva anche terrorizzata dal fatto che un evento positivo, per compensazione, avrebbe portato ad un evento negativo. E cosa fa più paura ai bambini? La separazione dai genitori. Il suo incubo era che un incidente avrebbe portato via la vita dei suoi genitori. E come poteva fare per evitare che accadesse? Reprimendo la gioia, perché tanto la tragedia sarebbe arrivata da un momento all’altro. Fortunatamente le risorse di questa bimba ora donna l’hanno portata con l’adolescenza a non avere disturbi come attacchi d’ansia o di panico, ma nella sua mente subconscia (per saperne di più leggi qui) c’è ancora quella vocina che le dice di non lasciarsi sopraffare dalle emozioni positive. Una sorta di tendenza al pessimismo tramandato dalla madre. Lavorando su di sé si è riuscita a liberarsi da questo fardello. Questo è accaduto solo dal momento in cui è diventata mamma e ha deciso di prendere in mano la propria vita facendo vivere ai figli tutte le gioie che da piccola le erano state negate. Si è resa conto che fino alla nascita del suo primo bimbo non aveva mai battuto le mani ad un artista durante la sua esibizione, come se inconsciamente si negasse di dimostrare all’esterno che l’esibizione era stata di suo gradimento e che provava ammirazione. Tantomeno aveva cantato a squarciagola ad un concerto del suo cantante preferito, rimanendo composta e quasi apatica. Provava gioia, ma la teneva tutta dentro.

Strani questi condizionamenti, vero?

Per fortuna ora questa ragazza ha deciso di concedersi la libertà di esprimere la sua felicità, per intero e senza paura. Trasmette ai suoi figli la voglia di vivere, li incentiva ad essere sé stessi e di vivere appieno la propria vita. Si diverte con loro e gioca. Finalmente sta aiutando la bambina che è in lei a godersi tutta la spensieratezza che si era negata.

Guarda il tramonto e ne ammira appieno tutte le sfumature

Osserva le onde del mare, chiude gli occhi e si lascia coccolare dal rumore delle onde che si infrangono sugli scogli

Ascolta le risate dei suoi bambini che giocano in cortile, e sorride fiera alla vita che deve ancora venire!

 

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