11Apr/15

5 chicche da non perdere per superare il comune senso di inadeguatezza nell’educazione dei bambini

Immagina di essere seduta al tavolo con la tua famiglia, tuo figlio sul seggiolone di fianco a te che a piene mani porta la sua pappa alla bocca, e lo lasci fare perché sai che i bambini devono giocare con il cibo per averne un buon rapporto.

I tuoi genitori sono in piedi intorno al tavolo, che già discutono con te sul modo migliore per imboccare il tuo bambino, perché così non si fa, perché non è educazione lasciar fare al bambino tutto ciò che vuole. Quando poi è grande cosa fai? Ti mette i piedi in testa. Sono tutti capricci.

Tuo marito con gli occhi fissi e increduli verso di loro e che ogni tanto si rivolge a te supplicando col suo sguardo “Perché non gli dici cosa pensi? Eri così decisa quando ieri mi spiegavi il tuo punto di vista”.

Hai in mente questa scena o una scena simile? Una scena in cui tu sai che stai facendo la cosa giusta per tuo figlio, ma una parte di te vuole proprio dar ragione a papà e mamma, alla società, alla televisione?

Hai mai la sensazione che una parte di te voglia andare verso una direzione, ma un’altra più forte, più profonda tiri dalla parte opposta?

Cosa provi? Senso di colpa, inadeguatezza, rabbia…

Succede a tutti perché la nostra mente funziona in questo modo. La mente che decide, che sa cosa è meglio per noi è la mente conscia, e spesso viene sovrastata da quella parte della mente che esegue programmi automatici, e che abbiamo imparato ad utilizzare per abitudine. Quest’altra parte della nostra mente si chiama subconscio.

Il subconscio è per noi un alleato; si occupa di regolare le funzioni organiche del nostro corpo: respirazione, battito cardiaco, attività degli organi e del sistema immunitario, etc.. D’altra parte è anche la sede delle nostre abitudini e reazioni che si sono programmate nell’arco della nostra vita, a partire dal momento in cui siamo stati concepiti e maggiormente fino ai 7 anni di vita. Fino a quest’età i bambini sono delle spugne e apprendono la vita principalmente dai nostri comportamenti.

Quando il subconscio tira da una parte e la nostra mente conscia, la mente attraverso la quale ci poniamo degli obiettivi, tira dall’altra senza risultati, ci sentiamo frustrati.

Stai vivendo anche tu una situazione del genere?

Quanto è importante per te, essere consapevole di ciò che trasferisci a tuo figlio?

Ecco cinque preziosi suggerimenti per smettere da subito di sentirti inadeguata e decidere in piena coscienza la migliore educazione per tuo figlio.

1° chiccaInformati, ascolta più campane, rimani aggiornata e fatti un’opinione tutta tua sulla migliore educazione per tuo figlio. Confrontati con le tue amiche, il tuo compagno, i tuoi genitori, e rimani curiosa rispetto alle loro opinioni, in modo da crearti una tua verità. Sfrutta il tuo intuito di mamma.

2° chiccaOsserva durante il giorno i tuoi pensieri, le tue emozioni, le tue reazioni agli eventi della vita sia in famiglia che nella società. Senti rabbia per non essere stata compresa? Senso di colpa per non aver seguito il suggerimento di tua mamma? Paura di sbagliare seguendo la tua strada? E’ tutto normale, succede a tutti, ma tu sforzati di osservare. Questo non è da tutti, te lo assicuro…ma fa la differenza nella tua crescita come genitore, e sul futuro dei tuoi figli.

3° chicca – Domandati se è tutto vero, appropriato e adeguato ai tempi di oggi quello che hai imparato, appreso per necessità e in maniera automatica quando eri bambina.

4° chicca – Scrivi su un diario le tue reazioni, i tuoi pensieri e le tue emozioni; annotati quali comportamenti mantieni in vita nonostante tu sappia e senta che è il momento di superarli

5° chicca – Sforzati alla prima occasione, di seguire quello che sai essere giusto per te e per tuo figlio, e spiega con calma e tutta serenità alle persone che non la pensano come te, quale direzione vuoi prendere per la crescita di tuo figlio. Se proprio non riesci, sarà per la prossima volta, accetta quella parte di te che agisce per abitudine e festeggia per averla individuata.

L’educazione di tuo figlio inizia da te. Sei la migliore educatrice che tuo figlio possa avere.

Troverai questi ed altri argomenti approfonditi leggendo il nostro libro “Genitori al contrario” in uscita ad ottobre 2015 edito da UnoEditori. Visita il sito www.genitorialcontrario.it

Federico e Daniela

12Mar/15

[Esperienza] Un Metodo Intuitivo In 4 Passi Per Gestire La Gelosia Tra Fratelli

Ieri sera in un momento di relax dopo la cena,  avevo in braccio la mia bimba più piccola, Gaia, di un anno. Gabriele il mio secondogenito di 4 anni si è avvicinato a me e mi ha detto “Mamma, sai che vorrei tornare nella tua pancia per essere tutto avvolto da te?”.

Potete immaginare il mio stupore riguardo alla sua capacità di comunicare le sue emozioni. Quello che mi ha detto mi ha lasciato basita e mi ha fatto riflettere tutta la serata.

Ho aperto l’Erboristeria nel periodo in cui Gabri compiva 8 mesi, e questo mi assorbiva parecchie ore della giornata. La gestione del negozio mi assorbiva molte energie e nonostante cercassi di dare a Gabriele più attenzione possibile, non era mai a sufficienza per un bambino nato da pochi mesi. Con la nascita di Gaia, seppur con le dovute precauzioni, l’attenzione è stata più orientata verso la piccola.

Gabri ha sempre dimostrato di aver bisogno di continuo coinvolgimento, di continue dimostrazioni di affetto e soprattutto di contatto fisico. Gli piacciono i massaggini e i grattini sulla schiena, ma ancor di più i caldi abbracci di mamma papà e dei nonni.

Ecco cosa sarebbe successo se non avessi accolto la sua richiesta?

  • Avrebbe cercato di attirare l’attenzione, magari pretendendo di essere preso in braccio,
  • avrebbe iniziato a fare i capricci (per quanto io ritenga che i capricci non esistano, e siano solo una manifestazione del disagio del bambino, il quale non riesce ad esprimere a parole le sue emozioni e non si sente ascoltato)

Immagino quanti di voi si siano trovati in una situazione simile.

Ora vi presento il metodo intuitivo che ho utilizzato per evitare che nascesse una situazione altamente stressante e difficile da gestire.

Passo 1: Ho preparato un giochino che potesse intrattenere Gaia per qualche minuto (naturalmente sempre sotto il mio sguardo)

Passo 2: Ho indossato una maglia abbastanza larga e Gabri vi si è infilato dentro, con la sua testa appoggiata sul mio petto, pancia contro pancia.

Passo 3: Siamo rimasti così per qualche minuto, sentendo il nostro calore.

Passo 4: Ho sussurrato parole dolci mentre sentivo la sua muscolatura rilassarsi completamente.

Risultato…

Gabriele è uscito dal suo “rifugio”, mi ha dato 2 bacini ed è andato a giocare tranquillamente in camera sua.

Aveva bisogno di una “ricarica d’amore”, di capire quanto anche lui è importante per la sua mamma.
Quello che ti posso suggerire è di ascoltare i bisogni del tuo bambino,  percepire le sue emozioni. E agire in tempi brevi: i bimbi hanno bisogno subito di essere rassicurati, l’attesa genera ansia.